venerdì 15 aprile 2011

Aggiornamenti

Un post ogni 2/3 mesi! Questo blog è veramente molto aggiornato!
La fantasia non dovrebbe mai conoscere pause, persino quella digitale, che scorre lungo bit freddi e lontani.
Ci sono pensieri che si accasano, facendola da padroni, spingendo via tanti altri pensieri migliori, più belli, che caricano l'essere umano. Ma talvolta questi piccoli, insulsi pensieri che si nutrono della forza d'animo, della passione, prendono tutto lo spazio e non lasciano scampo alla fantasia.
Ecco, allora è facile dire che per un po ci si può lasciar trascinare dal fiume, senza tanto remare ne, ancora più importante, avvicinarsi agli altri rivi, girare, imboccare altre anse misteriose, lasciando la placida corrente del grande fiume tranquillo che porta alla fine all'immenso mare spoglio e vuoto.
E caspita! E' così facile alzare lo sguardo in alto, innalzarsi in piedi sulla barca, guardarsi attorno, strappare quel remo dalle mani dei pessimi pensieri, spingerlo in acque vogliose di sciabordio e muovere la barca verso quel piccolo fiume che lascia la grande strada spenta e conduce chissà...verso bui antri terribili ed emozionanti, o verso grandi prati pieni di creature magiche.
E chi parla? Quella specie di mucchietto di vecchie ossa con la testa infilata dentro la barca, con tutti quei fili di pessimi pensieri che si attorcigliano su di lui... Proprio lui parla!! Ecco, così... E' facile usare quel remo vero? Guarda laggiù! Sulla sponda sinistra! Dove andiamo? Ci sono già 3/4 fiumiciattoli molto allettandi!
Andiamo! Così...il secondo va benissimo... Una bella foresta di vetusti alberi. Sembrano quasi vivi, con quelle braccia contorte e ondeggianti!

domenica 13 febbraio 2011

Ombre sul paese

Le persone si muovono nel paese, dormendo, mangiando, lavorando, litigando, amando e lamentandosi delle cose negative. Ogni martedì il mercatino raccoglie una folla di vocianti signore che cercano l'affare migliore. Il sabato sera, svogliati gruppi di ragazzi si aggirano per i bar e i locali, cercando divertimento e piacere. Lavori sulle strade, e gente scontenta della propria condizione, tengono l'attenzione dei politici comunali. Ma, un'aria di vita comune e fin troppo placida, nasconde forse delle verità. E non solo le tante verità nascoste, i tradimenti, gli odi, e i sotterfugi delle persone. Ci sono altre verità, meno comprensibili, più sinuose e subdole, strane e antiche. Cose che c'erano anche prima che la vita placida e noiosa di Sant'Antioco iniziasse...

martedì 22 giugno 2010

Un tarlo inaspettato! Parte 1

Nolcai camminava soprapensiero sul selciato della Via Frondosa proprio nei pressi della Locanda di Pier quando sentì una voce che lo chiamava ed alzò lo sguardo', "Egregio Mago di Iklos!", disse l'uomo, "Vi attendevo ieri sera nella mia bottega!", concluse.
Nolcai lo guardò all'inizio perplesso poi ebbe come un ricordo improvviso: "Mastro Oret! Devi scusarmi ma ho la testa in mille cose. Se non ti dispiace possiamo recarci anche ora al Palazzo Verde a vedere se si può sistemare quella vecchia libreria tarlata!", e così l'artigiano ed il mago si avviarono oltre la Via Frondosa verso il palazzo, salutando i passanti e i bottegai della chiassosa strada.
"Io non penso ci siano grossi problemi messer Nolcai", diceva Oret, "Sistemerò quella libreria con buon legno duro e così la vostra bella Sala della Storia tornerà come prima!.
Nolcai rispose: "Non ho dubbi Oret! Purché mi chiami solo Nolcai! Sono sicuro che farai un ottimo lavoro, ma non baderò a spese. Ci sono dei bellissimi intagli che vorrei tu mi riproducessi, con alcune modifiche. Ho già fatto fare alcuni disegni a Lercomal. Non importa neanche se ci metterai tanto tempo! Ho già ammucchiato gran parte dei libri della Storia sopra un tavolone e ne approfitterò per rispolverare letteralmente, alcuni volumi che la mia mente inizia quasi a dimneticare!"
"Bene Nolcai. Come ti dissi già a suo tempo, ho un po di lavori da sbrigare, ma ritaglierò un po di tempo ogni giorno per la tua libreria. Conto e spero di terminare prima della festa di mezzo autunno, anche perchè con la mia compagna pensiamo di andare a Sud per qualche giorno, a trovare i suoi vecchi ed a rifornire la mia bottega di legno di Ginepro delle Fonti!"
E così, parlottando di qualità di legname e di difficoltà nell'incisione, i due arrivarono fino al Palazzo del mago.

venerdì 16 aprile 2010

Il tempo che va

La nel bosco, nel tepore e nel profumo della primavera sei nata; piccola e piangente salutavi il mondo con il cuore grande e pronto ad accogliere mille emozioni. Hai imparato a contare il tempo e le primavere dolci, anche amare, ma sempre il tuo cuore sarà tanto grande da catturare mille emozioni

domenica 31 gennaio 2010

Il castello di Rimagen


"Ma non è possibile!", sbraitò Rimagen al suo cavaliere più fidato che gli stava davanti imperlato di sudore nonostante la gelida armatura e l'umido salone di pietra.

"Scendi giù a valle. Prendi il sentiero a Sud. E' più veloce. Non mi importa se ti sfracelli nelle roccie! Devi arrivare in quella grotta. Lui è li. Devi portarmi quel bambino. Ha poteri che possono essere molto pericolosi, e molto utili! Va!", concluse e l'uomo davanti a se si alzò di scatto, uscendo rumorosamente dalla sala e sussurrando:

"E' pazzo. Perchè devo rischiare di uccidermi lungo il viscido sentiero del muschio per un bambino! Che avrà mai di speciale!"







venerdì 1 gennaio 2010

La casa del vecchio Garku


Un tempo c'erano molti prati di Fiori del Sonno ad Iklos. Molti abitanti, Doroi e Solussiani, solevano costruire la loro dimora nei pressi di questi campi. Questi profumati fiori, sono sempre stati reputati quasi miracolosi. Molti Doroi allevano api in arnie di legno di quercia in mezzo ai campi ed il miele che ne ricavano, viene usato persino come medicamento per le ferite! Alcuni maghi e fatucchiere ne fanno uso per i loro miscugli.
Ci sono molte leggende che si narrano su questi fiori e i modi più strani di usarli, sono gelosamente custoditi dai contadini o dai maghi.
Un vecchio Doroi, di nome Garku, era particolarmente conosciuto in città per la bontà di un suo intruglio fatto col miele del sonno e con altri suoi ingredienti sconosciuti. Garku vendeva questa bevanda in città una volta al mese. Si recava ad Iklos col suo piccolo carretto colmo di frutta e ortaggi ed una cassetta stipata di bottigliette di sughero piene del suo Elisir del Sonno. in poco tempo, prima che arrivasse il Sole Alto, Garku aveva già venduto tutte le sue bottigliette!

domenica 20 dicembre 2009

Un piccolo intoppo


"Mi chiedo dove sia quella la!", disse ancora Salia rivolta sempre al Doroi. "E' qua. Non temere vecchia fattucchiera!".
"Ah, eccoti Nimoas!", gracchiò Salia, "Vieni con me nella sala azzurra. Dobbiamo terminare tutti gli intrugli in tempo per la Festa della Luna!". La piccola Jana zampettò affianco a Salia dicendo: "Almeno mi insegnerai la malia della rana?"
"La malia della rana?" esclamò Salia "Temo che dovrai attendere ancora 100 Lune, Jana. Le fattucchiere non amano insegnare le pozioni magiche alle streghe novelle!", ma per Salia la piccola Nimoas aveva qualcosa di speciale...qualcosa che le altre non avevano.
E così dicendo Salia con un gesto secco fece segno al Doroi di andarsene. Dopo di che l'apertura si richiuse lasciando nell'oscurità le due, ma in breve un soffuso, soffice e cangiante bagliore illuminò la superficie della roccia mostrando uno stretto cunicolo che si perdeva nell'oscurità. "Andiamo Nimoas. Scendiamo fino alla Sala delle Radici. Devo prendere delle cose. Poi andremo nella Sala Azzurra. Mi raccomando quando passiamo lungo il corridoio dei Kyarli non dargli attenzione e non guardarli!"
*Perchè mai vorrà privarmene* pensò la Jana, ma non fiatò e seguì le istruzioni che la vecchia Salia le aveva dato. Il cunicolo era veramente stretto e Salia e Nimoas, passavano una alla volta attraverso quelle rocce umidicce e viscide. Salia faceva strada e la Jana la seguiva incuriosita; cercava di capire cosa c'era oltre quel cunicolo che puzzava di muffa e i suoi occhi erano fissi sulla nebbia luminosa che veniva fuori dall'apertura della Sala delle Radici.
Salia si fermò appena prima dell'uscio e socchiuse gli occhi, cercando di fissare qualcosa. D'improvviso con un gracidare sconnesso un Gapfabino sgusciò fuori dalla nebbia saltando verso la strega, che con un fulmineo gesto lo prese al volo tenendolo stretto con le dita ossute e taglienti.
"Come osi profanare i nostri luoghi sacri, essere inferiore!", e con uno strattone lo gettò via. Il Gapfabino saettò via stordino infilandosi in uno stretto pertugio. Le due streghe si inoltrarono oltre la nebbia, nella sala.
Era come entrare nel ventre di qualche gigantesca bestia, con le pareti che sembrava pulsassero, nella luce cangiante degli strani muschi che vi si attaccavano, fra le tante radici che uscivano e fremevano quasi. Qua e la grossi vermi scricchiolavano. Salia si avvicinò ad una grossa roccia, al centro della sala, ricolma di buchi e fessure piene di polveri colorate, strani semi contorni e sostanze fumose e puzzolenti.
"Ecco vedi Nimoas, ci vuole il tempo giusto perchè l'acqua nera delle bacche si depositi bene. Dopo di che non ci vuole più tanto. Seguimi bene", concluse iniziando a mescere piano piano il contenuto di uno dei buchi nella roccia con un mestolino ricavato da un nodoso rametto di ginepro. Poi, dopo non molto, con l'altra mano prese tre semi verdastri. A Nimoas parve quasi che i semi si lamentassero mentre Salia li immergeva nell'acqua nera. Per un attimo i semi rimasero a galla, poi si gonfiarono e scesero verso il fondo.
Salia disse: "Benni benni, in cust'ora, e cicca ancora in fundu, cun custu sinnibiri chi ti fai beni a su coru biu!" e lo strano composto sembrò sfrigolare per un lungo istante. Poi, con uno strano movimento della mano, Salia tirò fuori il mestolo e l'acqua divenne d'improvviso limpidissima, e quasi invisibile!
"Ecco Nimoas. La pozione è pronta. La prossima la farai tu da sola!", sussurrò compiaciuta Salia. "Osserva!", disse ancora, prendendo una piccola bottiglietta di legno. La poggiò affianco al buco nella pietra e soffiando, con un'altro gesto strano della mano, fece uscire tutto il liquido facendolo entrare nella bottiglietta.
"Ora portalo dall'Alto Mago, e ricordati che devi darlo solo a lui! Passa dal solito posto, in silenzio. Prendi il secondo cunicolo che porta sotto la sua torre. L'altro l'ha chiuso", disse ancora Salia.
"Perchè è chiuso Salia? Era il più veloce!", chiese Nimoas.
"Non fare domande Jana!", disse Salia stizzita, "Ha i suoi motivi. Sono tempi bui e pericolosi, come non mai ad Iklos. Ora vai e fai in fretta piccola!", concluse la fattucchiera.
Nimoas prese la bottiglietta con un po di venerazione e la nascose in una delle sue tante tasche e si affrettò veloce nella cangiante luce dei tunnel.