domenica 11 ottobre 2009

La Torre di Kiral

Non lontano dal limitare di Boscoverde il Grande, sorgevano ricche fattorie di Uomini del Nord, apprezzate per la qualità della carne e dei formaggi e per l'ottimo luppolo. Era un periodo di pace e prosperità, anche se così lontano dalle grandi

venerdì 4 settembre 2009

Cose strane

Ci sono cose bellissime che succedono nella vita e ci sono anche periodi nei quali tutto, anche le cose più banali sembrano straordinarie. In altri momenti invece anche le cose più belle non ti danno passione e coinvolgimento e una bella luna piena nella notte può sembrare un semplice disco luminoso butterato. In questi momenti c'è il pericolo che cose belle e uniche ti passino di fronte e volino via, senza che tu possa assaporarle. Valori imprescindibili, come l'amicizia e l'amore, la passione, la fatica, le soddisfazioni personali, quasi scompaiono in una deriva tranquilla nel fiume della vita. Sono periodi di ricarica interiore forse. Poi in altri momenti una piccola bambina con un vestitino rosa ti riempie di piacere, un piccione fastidioso e goffo diventa magari una sinuosa creatura dal canto soave. Sta tutto dentro di noi. Noi stessi ci procuriamo le tristezze, spesso quando è più inutile, quando tutto sembra andare bene nella vita. E magari quando tutto va male e siamo pieni di problemi "esterni", dentro siamo felicissimi e vediamo tutto positivo.
Poi ci sono anche dei momenti, o forse è sempre così!, nei quali non si capisce il mondo e le cose. Cos'è l'amore? L'amicizia? Certe volte è difficile comprendere. Forse in quei momenti nei quali non si riesce a godere dei propri sentimenti. Un amico, che pure ti sta vicino ed è sempre lui, simpatico, disponibile, pronto ad aiutarti, può diventare anche fastidioso. Una sposa amorevole diventa un peso. Una mamma affettuosa diventa noiosa. Un amante focoso diventa insoddisfacente. Ci sono rapporti e relazioni che non si capiscono e che non si godono come si dovrebbero. Per un uomo, una buona amica, come succede spesso, può comportare un coinvolgimento diverso, più profondo, d'amore anche. Allora, quando non si possono giustamente soddisfare alcune aspettative, inconsce che vengono dal cuore da sole senza neanche volerlo, diventa difficile e molto doloroso e i pensieri diventano storti. Senza volerlo. E ci vogliono periodi di distacco per capire le cose strane e aspettare che si sciolgano lasciando poi un'amicizia ancora più bella e profonda talvolta.
Certe volte un viaggio lontano, in cerca di fortuna, di lavoro, comporta un distacco dalla propria terra, una dolorosa nostalgia e qualsiasi cosa, anche un ricco stipendio, una casa bellissima, una moglie amorevole, diventano odiosi e spiacevoli e non si vede l'ora di rimpatriare.
In questi momenti strani viene da pensare che l'unica certezza è il dubbio, ma in realtà l'unica certezza è che il mondo è bello perché non si smette mai di imparare!

Aquila scendi qua con me

Una tartaruga disse ad un'aquila: "Scendi e fermati un po con me. Ecco, così puoi capire come mi sento" e l'aquila rispose: "Hai ragione. Ora ti capisco. Prima da lassù vedevo tutto dal mio punto di vista". "Certo!, rispose la tartaruga, "impara e non dare per scontato che il tuo modo di pensare sia quello giusto. Ognuno ha il suo tempo, e spesso nel suo cuore ci sono cose che puoi vedere solo se pensi come lui".
"Ora capisco meglio tartaruga", disse l'aquila, "E ora che sono qui accanto a te e camminiamo piano fra l'erba, vedo e capisco cose che non avevo capito. Ti porterò lassù con me, così anche tu potrai vedere e sentire come me e capirai il mondo come lo vedo io". tartaruga rispose, "Accetto volentieri Aquila, e sarò sempre pronta a ricredermi sull'amicizia, sull'amore e su tutto. Ricorda, devi sempre imparare da tutti"

venerdì 31 luglio 2009

Dirk Dunkelwelt, chi è

Dirk è magro e alto, ma abbastanza forte ed agile. Ha la carnagione chiara, appena scurita dal sole freddo di Germania e Inghilterra. Tiene i capelli, nerissimi, lunghi fino alla nuca ma sono piuttosto radi e scapigliati e il viso è segnato dalla vita all'aria aperta e solcato da profonde rughe che attorniano i suoi occhi dallo sguardo profondo e cangiante, come se di continuo cercasse di sfuggire all'esame delle altre persone. E' facile rimanere perlomeno perplessi dai suoi occhi, e non di rado chi lo guarda abbassa lo sguardo quasi impaurito.
Nonostante non abbia una gran cura dei vestiti, ha una cura quasi maniacale nella scelta degli abiti, preferendo il marrone e il beije, tanto da apparire come un Lord. Uno sguardo attento però può far notare l'usura del vestiario e taluni elementi fuori posto.
Dirk ha grandi mani dalle dita lunghissime, che muove di continuo e un naso sgraziato e storto. La bocca è fine e il sorriso può essere un po inquietante, con i suoi denti molto distanziati l'uno dall'altro. Porta dei doppi occhiali che tiene a metà naso, e cambia continuamente visuale, chiudendo e aprendo le doppie lenti e anche "sguardando" da oltre gli occhiali.
Cammina leggermente gobbo, ma quando deve fare sforzi fisici come anche correre, rimane ben eretto.
Ha uno strano segno a forma di cristallo di neve sulla guancia sinistra che cerca di mascherare, non si sa perchè, usando fondotinta da donna, che tiene sempre in uno dei suoi eleganti taschini.

lunedì 13 luglio 2009

Yeti dei Monti Burrosi



Un tempo alquanto diffusi, questi esseri molto estroversi, vivono fra le valli e le vette dei Monti Burrosi, noti per la loro neve perenne dal sapore dolce e pieno, specialmente dopo una spruzzata abbondante di zucchero a velo o cacao sopra.
In realtà si pensa che la neve, data la scarsissima caduta dalle nuvole, sia frutto dell'opera degli Yeti Burrosi maschi che adoprandosi alacramente col proprio membro atto alla riproduzione, hanno nei secoli colmato le valli di un delizioso succo alla vaniglia, molto nutriente e ricercato nelle gelaterie elfiche delle valli sottostanti.
Ancorchè difficilmente raggiungibili, queste valli sono meta di numerose spedizioni commerciali nanesche, provviste di apposite carrozze chiuse in metallo a temperatura controllata.
La sfortuna vuole che un'altra ricercata primizia degli Yeti Burrosi, sia la loro pelliccia morbidissima, di cui i nani hanno fatto manbassa nel tempo, non preoccupandosi minimamente dell'incolumità del contenuto della stessa pelliccia!

lunedì 6 luglio 2009

Un grande passato


Era nero, come tutti i giorni. Nero di polvere della fucina calda e soffocante dove stava tutto il giorno, tutti i giorni dell'anno. Batteva e batteva sull'incudine e torceva, affilava bellissime spade temprate d'acciaio dei Monti Brumosi. Era un incessante lavoro, duro. Il suo corpo era diventato possente e resistente, temprato come e più dell'acciaio che batteva. E anche il suo cuore era duro e nero. Era giunto li, in quello sperduto villaggio in mezzo ai ghiacci un anno prima e non aveva altro che un piccolo seme e poco altro addosso.
Nessuno sapeva chi era e nessuno mai glielo chiese. Subito iniziò a lavorare in una buia fucina abbandonata da mesi, dopo che il vecchio fabbro era morto di vecchiaia.
Lavorava incessante e produceva bellissime lame che partivano per le valli. Parlava poco e nessuno sapeva perchè era giunto li.
Quella sera uscì quasi all'imbrunire e salì il solito sentiero ripido e scosceso. Solo lui conosceva quella via. Aveva trovato quel posto poco dopo essere arrivato.
Saliva piano, alla luce tenue del tramonto. Come un ombra leggera giunse infine molto in alto, rabbrividendo appena per il gelido vento dei monti.
Ecco che arrivò in un piccolo anfratto protetto dalle intemperie. Accese una piccola lanterna e la poggiò sulla roccia piano piano, quasi con devozione.
Osservò la piccola pianta, esile. Aveva un unico stelo flessuoso, in cima al quale un piccolo fiore ancora addormentato era chiuso nella morsa del gelo.
Lui prese da una tasca un piccolo otre e iniziò a versare con una strana delicatezza acqua ai piedi del fiore. Questo sembrava quasi fremere.
Una scura e forte mano quasi accarezzò il fiore rinchiuso nel ghiaccio.
"Non è ancora ora di partire ed amare di nuovo", disse con una voce malinconica, socchiudendo gli occhi, pensando e sognando.

venerdì 19 giugno 2009

Tiro a Segno







"Non frignare caccola!", urlò Grugnik rivolto al tremante Bilbik, "Non ti uccido ancora, sto solo cercando di prendere bene la mira!"







"Ti prego!", frignava il goblin, "mi gira la testa! Smettila!"