Infatti durò poco il suo lavoro di scorta nelle lande selvaggie e ben presto si ritrovò a scortare un ricco possidente Solussiano, nei suoi brevi viaggi e sopratutto nelle sue passeggiate ad Iklos, principalmente dal foro delle discussioni nella piazza del Palazzo di Lercomal, alla sua villa nei pressi del porticciolo. Durava troppo però questo incarico per i suoi gusti, e la sua indole più nascosta e controllata, di guerriero e combattente e di esploratore, pian piano tornò a galla, nei pigri pomeriggi assolati che passava osse
Così piano piano inculcò una pulce nell'orecchio del suo signore, asserendo che un suo grande frutteto ai bordi delle rocce di Scarareth avrebbe avuto bisogno di un controllo più serrato e vicino da parte di qualcuno; disse al suo signore che in cima a quelle impervie colline rocciose, sarebbe dovuta sorgere una fortezza, per guardare i suoi terreni e, insinuò ancora, per poter magari richiedere un piccolo dazio ai passanti che usavano un prezioso passaggio fra le colline che guardacaso stava nei territori del signore Solussiano.
Ecco che lo scaltro cavaliere riuscì così a convincere il suo signore a far erigere un piccolo forte e a donargli il controllo e la giurisdizione, in suo nome. Il giovane cavaliere non tardò a
Il drappello di soldati, con a seguito 4 carri colmi di mercanzie e donne per aiutare e soddisfare gli uomini del nuovo forte, giunsero infine dopo due giorni al forte. Il cavaliere vide già da lontano un nugolo di urlanti pennuti neri sulla cime delle torri. Così decise di chiamare la sua nuova casa, al limitare delle selvaggie lande al centro di Iklos, il suo Forte dei Merli.